Home

4 giugno 2008: una "prima" al Melozzo (o meglio, due prime e due seconde)
Il corto di animazione "Cerchi cosa?" presentato alla Sala S. Caterina

Cercavi cosa?

Per alcune è stata una sorpresa inaspettata, per tutte una gioia vedere il proprio personale intervento valorizzato e incasellato in un puzzle scatenato di colori e di brio. Certamente non era scontato che le ore di matematica portassero alla realizzazione di un'opera di questo genere. Come ci si è arrivati? Con l'intervento di un progetto Enfap che ha portato all'I.P.S.S.S. Melozzo da Forlì (parte integrante dell'Istituto di Istruzione Superiore Roberto Ruffilli) gli interventi di esperti di varie discipline. Per matematica è stato proposto un supporto di informatica, qualche decina di ore per offrire a due prime e due seconde la possibilità di conoscere i rudimenti e le potenzialità del computer. Chi mi conosce non si stupirà se, essendo toccato a me questo incarico, non ho potuto evitare di aggiungere al classico programma, che segue le tracce della Patente europea del computer, qualche elemento sull'animazione assistita dal computer. Infatti, se l'ECDL prevede una parte sulle presentazioni multimediali, non si vede perché delegarne l'esclusiva al solo Power Point.

Com’è nato "Cerchi cosa?"

Ogni classe ha lavorato a questa fase con diverse modalità e un monte ore altrettanto diverso (e purtroppo sempre molto scarso).
Una seconda, avendo a disposizione per questo solo un incontro, ha potuto semplicemente proporre un disegno, realizzato sia a mano, su carta, sia al computer, tenendo conto della possibilità di gestire "pezzi" separati (braccia, gambe, occhi, bocche, elementi vari). Ogni allieva di questa classe (tutte le classi sono composte quasi esclusivamente da femmine) ha quindi proposto con una frase come avrebbe voluto muovere il suo disegno, compito che in seguito io ho scrupolosamente eseguito evitando di aggiungere o modificare il disegno originale, nel limite del possibile, e cercando di interpretare la richiesta senza fronzoli, sfruttando quello che il disegno permetteva in effetti di fare. Le altre tre classi hanno invece realizzato un flipbook, che è stato acquisito con uno scanner (solo in minima parte dalle allieve, per risparmiare tempo). Hanno poi importato le immagini su Flash (in versione di prova, disponibile quindi solo per un mese) e le hanno ripulite, modificate e colorate.
Non tutte sono riuscite a vedere il loro "brano" finito nelle poche ore a disposizione, ma ognuna ha fatto la sua parte, nei limiti del tempo concesso, perché questo lavoro è in grado di risvegliare motivazione ed energia anche in chi (e a quest'età è tutt'altro che insolito) non è particolarmente incline a seguire programmi scolastici. Finite le ore a disposizione ho promesso alle ragazze che avrebbero avuto modo di vedere il risultato del loro lavoro montato in un'animazione. Mi sono ritrovato in mano un lavoro notevole ed ho iniziato a montare i singoli interventi, realizzati sia singolarmente che a gruppi di due o tre ragazze. Alcuni non erano ancora colorati, o non lo erano completamente, e per questi casi ho cercato di mantenere lo stile di colorazione proposto dalle ragazze che avevano avuto il tempo di finire il lavoro. Molti erano da ripulire meglio (l'esperienza aiuta). Quasi tutti erano molto originali, molto diversi tra loro. Naturalmente molti evidenziavano, (non sempre volontariamente) simbologie, interessi e problematiche adolescenziali. Tutti avevano come filo conduttore il cerchio. Dal cerchio, infatti, siamo partiti con il nostro flipbook, quindi non è stato un problema collegarli l'uno all'altro. Il cerchio da cui partiamo ha un forte valore simbolico.
La forma geometrica del cerchio è simbolo dell'eterno moto dello spirito, insieme di quiete e dinamicità, di unità e armonia degli opposti. A questa figura è stato attribuito il nome di Mandala, parola sanscrita che vuol dire appunto cerchio inteso come perfezione spirituale. E' anche "il ciclo della vita" e associandolo a colori in movimento diventa manifestazione della vita che è movimento (in contrapposizione all'assenza dei colori, al nero cui da sempre è stata associata l'idea della morte e di stasi). Il “cerchio dell’essere” è un simbolo "universale": tutti i punti che formano il cerchio sono equidistanti dal suo centro e (sosteneva Proclo) sono lo sviluppo del punto centrale. E', specialmente nel nostro caso, l'embrione di qualcosa che sta nascendo, come ha rilevato una delle ragazze. Mi fermo qui: su questo tema chi vuole cercare può trovare molto materiale.
Questo "corto" non ha offerto la possibilità di un lavoro di gruppo davvero consistente, come in altre situazioni è stato possibile. Lo riconosco: qui l'animazione era quasi una digressione, un gioco in più sul tema dell'informatica ma, per evitare anatemi da un amico di vecchia data e docente in questo istituto (vedi "Il mandolino del prof Pietro Celli"), non si è trattato di un “effetto speciale fine a se stesso”. Non sia mai detto che debba giustificarmi per un uso persino smodato della “pedagogia del cinema d’animazione”, alla quale sono legato da molti anni, ma qui meglio che in altri casi si trattava di una sperimentazione strettamente integrata al programma e finalizzata a una migliore comprensione dello stesso. E’ stata una possibilità in più di familiarizzare con strumenti, ambienti software, cartelle, menu, combinazioni di tasti e via dicendo... e sì, certo, ha offerto in più una serie di effetti specialissimi quali solo la creazione di un'animazione collettiva può offrire.

Cerchi come?

A ogni cerchio corrisponde un'allieva o un piccolo gruppo di due o tre allieve.
Ognuna di loro, nelle tre classi che hanno realizzato flipbook (piccoli libretti animati sfogliabili), è partita dal cerchio operando piccole variazioni al disegno precedente senza immaginare, fino a un momento determinato, quale forma avrebbe avuto alla fine la sequenza.
Circa a metà del lavoro (o meglio, ahimè, del tempo a disposizione) ho chiesto loro di cambiare metodo, di cercare di trasformare l'ultimo disegno al quale erano giunte in qualcosa che vi somigliasse o alla quale comunque volevano arrivare. Alcune hanno proseguito in modo astratto, altre sono arrivate a un oggetto o un personaggio che poi (alcune) hanno anche animato in qualche modo. Tutte sapevano che il loro lavoro sarebbe stato montato con quello delle compagne, che era parte di un'opera collettiva, che era idealmente “parte del cerchio", di un gruppo di lavoro alla ricerca di un risultato collettivo ottenuto con intuizioni personali.
Da una parte la breve durata di quattro animazioni, una per classe, e dall'altra la forte affinità dei risultati stilistici, mi hanno suggerito (previo consenso ottenuto in sede di Consigli di classe) di unire i quattro "cerchi" in un unico film, diviso idealmente in quattro sequenze, lasciando quindi raggruppate le animazioni realizzate da ogni classe. L'ultima parte mostra chiaramente la differenza stilistica, non essendo originata da un flipbook, ma da disegni con "animazione predisposta e richiesta". Il tutto però fa parte di un unico ambiente, di un gruppo di autori con simili età, estrazioni, esigenze...

Il cerchio si stringe

La quadratura del cerchio è arrivata oggi nella Sala S. Caterina, quella che ci ha già visti celebrare i primi venticinque anni dell'Atelier del Cartone animato il 7 aprile 2005 e che è gestita dall'Istituto Melozzo. Qui, con un pizzico di apprensione, ho presentato il lavoro alle quattro classi, agli insegnanti e ai rappresentanti dell'Enfap Emilia-Romagna.
L'applauso finale è stato sincero e soddisfatto ed è stato un riconoscimento per tutti. Forse le ragazze hanno “acquisito” più informatica in queste poche ore di "animazione assistita". Forse per tutti (per loro stesse, per i "prof", per le ragazze dell'Enfap e anche per me, dopo le difficoltà incontrate per spiegare le basi dell'informatica) sono una piacevole scoperta anche i loro commenti entusiasti. Forse un cerchio si è chiuso e chissà, forse da questo ne nasceranno altri. E' doveroso il ringraziamento a quanti hanno permesso la realizzazione di questo lavoro: prima di tutto alle ragazze della 1a C, della 1a D, della 2a C e della 2a D (Servizi sociali), i professori Matteo Gasperoni, Elisabetta Scarano, Paolo Petrocelli ed Elisabetta Conti, ma anche gli altri che hanno approvato il lavoro nei Consigli di classe e hanno partecipato alla proiezione, la Direzione dell'Istituto Ruffilli e Melozzo e l'Enfap Emila-Romagna.

Il prossimo passo sarà la realizzazione di una colonna sonora originale da parte del musicista Daniele Guidazzi, la successiva pubblicazione sul sito www.animato.it e la consegna del lavoro completo all'Istituto.
Appena "musicato" il film sarà disponibile all'indirizzo www.animato.it/anims.html.

Il "prof" Claudio Tedaldi

 

 
Home

Atelier del Cartone animato - Agliofata Bed&breakfast - A.I.S.M. Forlì-Cesena - AC - International Graphic Service - Autofficina BM Auto
Baia Calenella Peschici - Hector Di Donna Music - Dinamica Centro Attività Motorie - E-Zug, i migliori giochi in rete - Frame Project
Flavio Montanari e la progettazione sociale - Gran Caffé 900 Castrocaro - B&B inFratta - Officine Pixel - ONG 7a/Maa-Rewee Senegal
Gli scariolanti, Storie, arti e giochi nella Romagna di una volta - Tedaldi Elettrodomestici - Webanim grafica, video, animazione